Smaltimento moduli fotovoltaici a fine vita: come fare?

Negli ultimi anni, il fotovoltaico è diventato uno dei sistemi di produzione energetica più diffuso e utilizzato. Nel 2014, gli impianti fotovoltaici attivi erano 550.000 e utilizzavano più di cento milioni di pannelli fotovoltaici. Questi moduli fotovoltaici, una volta terminato il loro ciclo di vita dovranno essere smaltiti. Considerando che la durata media di un modulo fotovoltaico si aggira intorno ai 20-25 anni e che il settore è nuovo e in costante sviluppo, nel giro di qualche anno il problema dello smaltimento e riciclo sarà ampiamente sentito. Quindi è opportuno comprendere come si smaltiscono i pannelli fotovoltaici e a quale normativa fare riferimento.

 

Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

La normativa di riferimento per lo smaltimento e riciclo dei pannelli fotovoltaici che hanno terminato il loro ciclo di vita è in fase di completamento. La norma a cui fare riferimento è la direttiva europea 2012/19/EU sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 2012 ed entrata in vigore il 13 agosto 2012. Tramite la revisione di questa norma è stato stabilito che i pannelli fotovoltaici rientrino nella categoria dei rifiuti RAEE. Ogni Stato membro doveva adeguarsi a queste disposizioni entro il 14 febbraio 2014. I pannelli fotovoltaici utilizzati sia per uso residenziale sia industriale, una volta terminato il ciclo di vita, dovranno essere riciclati e smaltiti come dei comuni elettrodomestici dunque dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La normativa di riferimento stabilisce che la responsabilità della corretta gestione dello smaltimento e riciclo dei pannelli fotovoltaici ricada sui loro produttori.

 

Normativa italiana

Come previsto dal IV e V Conto Energia, i privati, le imprese e gli enti pubblici che avevano installato un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica avevano la possibilità di ricevere un incentivo economico. Sempre all’interno degli stessi decreti è disposto che, coloro che avessero installato un impianto fotovoltaico dopo il 30 giugno 2012 avrebbero dovuto obbligatoriamente trasmettere al GSE (gestore dei servizi energetici) una certificazione del produttore dei pannelli che dichiari l’annessione ad un consorzio europeo che si occupi del riciclo e smaltimento degli stessi, quando la loro vita utile sarà terminata. In questo modo il pannello fotovoltaico verrà monitorato dal momento in cui entra nel mercato, sino alla fase di smaltimento e riciclo.

 

Smaltimento o riciclo di un modulo fotovoltaico

Dopo avere analizzato la normativa europea ed italiana, è opportuno comprendere come viene smaltito o riciclato un pannello fotovoltaico. I moduli fotovoltaici sono solitamente di tre tipi: policristallino, monocristallino e a film sottile. Secondo numerosi studi e ricerche è stato riscontrato che i materiali di composizione dei pannelli non sono nocivi per l’uomo. Dal riciclo di un pannello fotovoltaico è possibile riutilizzare il 98% del suo materiale di costruzione. I materiali che possono essere recuperati da un modulo fotovoltaico sono: vetro, plastica, alluminio, polvere di silicio e rame. Le fasi del riciclo di un pannello fotovoltaico sono essenzialmente tre: rimozione cornice e collegamenti, triturazione e flusso di trattamento.

Il nostro pianeta sta subendo dei cambiamenti dovuti in gran parte anche all’inquinamento e all’immissione di anidride carbonica in atmosfera. Assumere dei comportamenti etici e responsabili può fare tanto per limitare il nostro impatto sull’ambiente che ci circonda e, trasformare lo scarto di un pannello in materia riutilizzabile è un’azione sostenibile degna di nota.

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