Pannelli solari termici: guida alla scelta

I Pannelli solari termici rappresentano il componente principale di un impianto solare termico che ha come scopo lo sfruttamento dell’irradiazione del sole per produrre acqua calda ad uso sanitario, e possono essere integrati con alcuni altri strumenti, permettendo di ottenere comunque un risparmio energetico (con il collegamento dell’acqua calda a lavatrice o lavastoviglie, od addirittura al riscaldamento).

Il principio che viene sfruttato dai pannelli solari termici è sempre lo stesso, e sono costituiti da un solo pannello composto da un numero variabile di tubi (ci sono quelli che prevedono lo scorrimento dell’acqua al loro interno, ma anche quelli che sfruttano le nuove tecnologie e non fanno pagare l’acqua eliminando i problemi di accumulo di calcare) che determinano le dimensioni dell’impianto insieme alla capacità (espressa il litri) del serbatoio (ce ne possono essere anche due, e ci sono quelli con serbatoio integrato). Ed infine c’è lo scambiatore.

Le diverse tipologie di pannelli solari termici possono essere suddivisi in:
– Pannelli solari termici piani:
– Pannelli solari sottovuoto
– Pannelli solari ad aria calda
– Pannelli solari con serbatoio integrato

 

I pannelli solari termici piani:

Sono quelli maggiormente utilizzati, e sono dotati di un “assorbitore” (che contiene il liquido termoconvettore che passa all’interno di tubi dove si scalda e trasferisce il calore al serbatoio che contiene l’acqua) che irradiato dai raggi solari emette energia sotto forma di radiazioni infrarosse. Queste vengono trattenute dalla lastra di vetro opaco utilizzato che può essere stato trattato o meno con agenti chimici atti a ridurre la dispersione dei raggi infrarossi (nel primo caso si tratta di pannelli solari termici a ‘superficie selettiva’ e sono adatti per le abitazioni abitate tutto l’anno, mentre i secondi sono pannelli solari termici a superficie e non selettiva, che costano meno ma sono adatti per il periodo estivo), procurando una sorta di effetto serra che permette di riscaldare l’acqua. Il principio è semplice: massimizzare la produzione di raggi infrarossi, e minimizzare la loro dispersione: da questi due fattori dipende la capacità del pannello solare termico di produrre acqua calda. Questi pannelli sono in grado di produrre acqua calda a una gradazione tra i 30 e i 60 gradi ( a seconda della stagione).

 

I pannelli solari termici sottovuoto:

Il funzionamento è lo stesso dei pannelli solari termici piani, ma vengono sottoposti ad un processo (che ne fa aumentare l’efficienza del 15% ma anche del prezzo) che elimina l’aria che passa tra l’assorbitore e la lastra di vetro (in quanto l’aria ha comunque un effetto di dispersione). Questi pannelli permettono di portare la temperatura dell’acqua fino ai 100 gradi.

 

I pannelli solari termici ad aria calda:

Sono dotati di un assorbitore, ma al posto del vetro vi è una doppia lastra di metallo che crea una sorta di camera d’aria, che viene riscaldata dai raggi del sole, e che permette di scaldare il liquido termoconvettore che si trova nell’assorbitore. La capacità di riscaldamento è proporzionale alla superficie esposta ai raggi solari.

 

I pannelli solari termici con serbatoio integrato:

Non vi sono i tubi e l’assorbitore contiene il serbatoio dell’acqua. Tramite il riscaldamento dei raggi del sole che scalfa l’assorbitore, l’acqua a suo contatto si scalda, diminuisce la densità e spinge l’acqua fredda creando un ricircolo che permette di scaldare tutta l’acqua. Si tratta tuttavia di pannelli solari termici a prezzi contenuti, che però non si adattano alle zone con climi rigidi perché l’acqua rischia di congelare rompendo l’impianto.

 

Pannelli solari termici a circolazione forzata o naturale:

Questa è un’ulteriore differenza dei pannelli solari termici, e consiste nel fatto che quelli a circolazione forzata sfruttano l’energia elettrica per permettere lo spostamento dei liquidi, mentre quelli a circolazione naturale sfruttano le leggi naturali.